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PATRIZIO LIGABUE
Sono nato a Correggio il 12 aprile 1961. Mi sono diplomato all'Istituto Tecnico Commerciale per Ragionieri di Correggio nel 1980. Sono un imprenditore nei settori imballaggi e alimentare ( www.gnocchitrebo.it ), abito a Correggio e lavoro tra Correggio, S. Martino in Rio e Montecchio , ho due splendide figlie, Cecilia e Lisa, e sono sposato dal 1988 con Marilena, la mia bellissima moglie dalla quale, fin dal lontano 1978, traggo ancora oggi, ogni mia ispirazione.
Tra il 1975 e il 1980 mi sono formato musicalmente con gli ascolti dei primi Pink Floyd e dei primi Genesis e poi, in maniera predominante, con gli esclusivi ascolti della musica elettronica tedesca del decennio 1975/1985.
Tangerine Dream, Klaus Schulze, Edgar Froese, Peter Baumann, sono le icone di questo particolare genere di musica. Ai suoi inizi, la musica elettronica tedesca era esclusivamente relegata ad un ascolto di nicchia ma poi, tra il 1990 e il 1995, è stata definitivamente classificata nel genere "new age elettronica".
Album come "Ummagumma" dei Pink Floyd del 1969, "Phaedra" insieme a "Rubycon" dei Tangerne Dream tra il 1974 e il 1975 e "X" di Klaus Schulze del 1978, mi hanno lasciato un profondo segno sul mio personale modo di ascoltare la musica in genere.
Parallelamente a questo particolare ascolto d'elite, mai sono riuscito a combinare qualcosa con la musica suonata. La mia voce è sempre stata apparentemente stonata e ho sempre avuto enormi difficoltà ad articolare i movimenti delle mani e delle dita applicati a qualsiasi tipo di strumento musicale. Per questo motivo, strumenti come il pianoforte e le tastiere in genere, chitarre di vario tipo, percussioni e strumenti a fiato nei quali fondamentale è il movimento delle dita (trombe e flauti), sono sempre stati per me puro tabù. Per completare il quadro, la musica scritta, le note e la ritmica, sono sempre stati, per la mia cultura musicale, argomenti inavvicinabili ed oscuri.
2003 -
E tutto questo fino all'Agosto del 2003, momento in cui, alla bella età di 42 anni, è avvenuta la mia personale "conversione musicale". Vedo e sento suonare a Ferrara, per strada, uno strano tubo di legno cavo chiamato "Didjeridoo" e mi stupisco del suo suono ipnotico, ripetitivo, quasi elettronico. E tutto questo, con il solo vibrare delle labbra. Acquisto immediatamente sul posto, uno strumento economico in bamboo, con la speranza di poterlo anche io, farlo suonare, ma con la quasi certezza che sarebbe diventato un altro soprammobile di casa. Invece, dopo due o tre giorni di prove, riesco finalmente ad "accenderlo" facendolo vibrare. Da quel momento è stato un continuo crescendo. Aiutato dall’amico Marco Lotti, apprendo velocemente la tecnica del "respiro circolare" in modo da poter suonare in maniera continua lo strumento e mi perfeziono sulle varie possibilità di variazioni sonore che il Didjeridoo produce.
Suonare il Didjeridoo significa suonare uno dei più antichi strumenti musicali che l'umanità conosca, significa andare all'essenza del suono, ai "suoni primordiali", significa riuscire a percepire a produrre e a controllare questi suoni essenziali. Questi suoni essenziali, altro non sono che gli armonici del suono fondamentale di base. Partecipo a numerosi workshop di studio tenuti dai più virtuosi artisti italiani dello strumento: Papi Moreno, Andrea Ferroni, Walter Mandelli, Fabio Gagliardi, Gianni Placido e Dubravko Lapaine.
2005
Attraverso questo percorso di miglioramento della mia capacità di produrre suoni sempre più complessi e puliti, e grazie alla raggiunta consapevolezza della presenza degli armonici quali elementi base del suono del Didjeridoo, anche in questa occasione, quasi per caso, agli inizi del 2005, scopro il "canto difonico", il "canto degli armonici", cioè gli armonici prodotti e selezionati con il solo uso della voce.
Tecnicamente, attraverso i vari tipi di canto difonico, è possibile produrre, con una sola voce, due o più suoni diversi e ben distinti, tanto da poter arrivare ad eseguire melodie con gli armonici, in presenza di una chiara fondamentale sottostante che funge da bordone. Da quel momento, lo studio del Didjeridoo è diventato funzionale al miglioramento della mia tecnica di produrre gli "overtones" (gli armonici) vocali.
Ho partecipato successivamente a numerosi stages di approfondimento, in particolare con Roberto Laneri, padre di queste tecniche di canto in Italia e Giorgio Lombardi, fondatore e direttore a Torino di uno dei pochi cori in Italia che usa le tecniche del canto difonico.
In Sardegna, ho partecipato a prove di canto insieme al coro a Tenores di Nuoro, con lo scopo di approfondire la conoscenza degli eventuali punti in comune che il "canto a tenores" potesse avere con il canto difonico.
Ho partecipato, inoltre, ad un workshop a Zurigo con la cantante Dana Gita Stratil esperta in "overtones singing" e con una capacità straordinaria di produrre e controllare armonici flautati con un timbro purissimo.
Inoltre, per due anni di seguito, sull'isola di San Giorgio a Venezia, ho partecipato allo stage di approfondimento di tre giorni sul canto difonico tenuto dall'etnomusicologo vietnamita Tran Quang Hai che è considerato a livello mondiale come il più esperto conoscitore di queste tecniche di canto.
Dalla fine del 2005, grazie all'utilizzo di particolari software di analisi delle spettrofrequenze ho sempre più perfezionato la tecnica di produzione e di controllo degli armonici vocali, scoprendo di preferire la produzione di armonici relativamente alti (numero 9, 10, 11 e 12), provenienti da fondamentali medie. Tuttavia, studiando le tecniche di canto Tuvane e Mongole, sono riuscito ad ottenere una pulita "voce profonda" sullo stile di quella utilizzata dai monaci tibetani nel pregare, cantando con tonalità estremamente basse.
Di pari passo alla mia ricerca esclusivamente personale, tesa al miglioramento del suono del Didjeridoo e di produzione di overtones vocali, ho cercato, anche se da "non musicista", di inserire queste nuove sonorità in ambiti più allargati, insieme ad esperienze musicali le più diverse.
Dagli inizi del 2005, ho iniziato a suonare nei "MUSIKEDI", un gruppo rock di Carpi MO, formato da due chitarre, basso e batteria. Il genere di musica è prevalentemente rock strumentale, ma, grazie all'inserimento del mio Didjeridoo ed, in alcuni pezzi particolari, della mia voce difonica, ne risultano sonorità rock vagamente ipnotiche ed avvolgenti. Abbiamo suonato "live" nelle estati del 2005 e del 2006 a Soliera, in due concerti nei quali abbiamo presentato una decina di nostri pezzi esclusivi, tutti "contaminati" dal Didjeridoo, e risultato del costante lavoro da noi svolto durante i precedenti mesi in studio.
Parallelamente a questa mia esperienza di gruppo, ho effettuato, insieme a Stefano Marmiroli di Reggio Emilia, anche lui conoscitore delle tecniche del canto difonico, alcune performances di canto armonico a due voci, dai risultati certamente incoraggianti, tanto da riuscire a registrare tali momenti per poi riproporli in lavori più articolati.
Tecnicamente, si trattava di eseguire dal vivo, dei "cluster", delle "masse sonore vocali", partendo da canovacci musicali solo abbozzati in cui gli overtones prodotti, che in certi momenti possono essere percepiti come fioriture di ronzii e fischi flautati, si rincorrono e si sovrappongono quasi naturalmente grazie alle esclusive emozioni che si vengono a manifestarsi sul momento tra i partecipanti alla performance, cantanti e spettatori stessi. Emozioni tanto più forti se in presenza di ambienti solenni e naturalmente riverberati, come chiese antiche o grotte naturali.
2006 – 2007
Ma il vero salto di qualità nel mio personale percorso musicale, si è concretizzato nella seconda metà del 2006. Già da tempo ero sostenitore del progetto "Windproject", che gravitava attorno alla iniziativa della "Scuola del Didjeridoo" di Torino diretta dall'amico ed insegnante Andrea Ferroni e che si manifestava in maniera pubblica con l'uscita del trimestrale di informazione "Yidaki News", e già da tempo sentivo l'esigenza di dare anche un mio contributo affinché il Didjeridoo potesse essere più conosciuto come un vero e proprio strumento musicale (una delle principali finalità dell'Associazione Culturale Yidaki), non solo al pari di tanti altri strumenti musicali tradizionali, bensì anzi, con molte peculiarità in più anche se il Didjeridoo rimane fondamentalmente uno strumento mononota.
Un contributo per fare salire il Didjeridoo di un gradino, sulla scala di una sua dignità come vero e proprio strumento musicale, poteva essere, a mio avviso, il cercare di inserire le sue particolari variazioni sonore assieme a musicalità più tradizionali ed omologate.
La giusta occasione, mi si è presentata grazie all'incontro con Simone Copellini, giovane musicista di Novellara e fresco diplomato in tromba, con il massimo dei voti, presso l'Istituto Musicale Pareggiato Claudio Merulo di Castelnuovo Monti.
Dopo alcuni incontri preparatori, che sono serviti per allineare le nostre personali capacità ed aspettative, abbiamo deciso di uscire insieme con un progetto ufficiale, con un CD musicale da me prodotto e stampato in 2.000 copie, nel quale tentare di fondere insieme le sonorità del Didjeridoo, con il suono della tromba, in pezzi ora "jazz", ora "funky", ora "new age". Oltre a ciò abbiamo deciso di inserire anche alcuni pezzi "meditativi", realizzati tra l'altro con l'utilizzo del canto difonico, ed una particolare traccia di musica "sperimentale-
Dopo aver registrato, tra ottobre e novembre 2006 l'intero CD, presso il "SopratoniStudio", quattro locali a Correggio che ho attrezzato in economia per l'occasione e che da allora sono diventati punto di riferimento per le mie sperimentazioni e registrazioni, nel dicembre 2006 abbiamo dato alle stampe l'album "0522.RE".
Di una traccia di tale album, "un digge nel buio", ho anche realizzato, per la regia di Massimo Gozzi, un video-
Intitolando il CD con il nostro prefisso telefonico puntato con la sigla automobilistica della nostra provincia, è un chiaro segnale sulla mia volontà di mescolare esperienze musicali che hanno origini lontane (Australia per il Didjeridoo e Asia Centrale per il canto difonico), con le sonorità tradizionali nostrane che fanno parte della nostra cultura reggiana.
A marzo del 2007, ho avuto, poi, l'occasione di conoscere, Giuseppe dal Bianco, pittore e musicista polistrumentista vicentino, grazie al quale, da un lato, ho scoperto l'esistenza di due particolari flauti armonici, la Koncovka e la Fujara, e, dall'altro, ho migliorato la mia conoscenza della Dan-
In seguito, la mia attenzione è stata concentrata da un lato, a migliorare le tecniche per produrre suoni sempre più puliti, sia strumentali (Didjeridoo, Koncovka e Dan-
Tra luglio e agosto del 2007 si è concretizzato il progetto di un secondo videoclip dal titolo "didjeridoo-
Questi nostri due video, assieme ad altri 300 video provenienti da tutta Italia, hanno partecipato all'iniziativa PIVI (Premio Italiano Videoclip Indipendenti) che si è svolta in occasione della manifestazione fieristica del MEI (Meating Etichette Indipendenti) che si è tenuta a Faenza nel novembre 2007.
Tra il 27 agosto e il 01 settembre 2007, ho partecipato alla settimana dei "Corsi Internazionali di Musica" (direzione artistica del maestro Carlo Denti), nella sezione riservata al didjeridoo e al canto armonico, tenutasi a Chiusi dalla Verna in provincia di Arezzo. In questo contesto, sotto la supervisione del maestro Roberto Laneri, la sera del 28 agosto 2007, al "Concerto di fine estate in Casentino", mi sono esibito per la prima volta da solo all'interno della Chiesa di S. Michele Arcangelo di Chiusi dalla Verna, davanti ad oltre 100 spettatori quasi tutti musicisti, proponendo un pezzo improvvisato con un didjeridoo australiano in RE.
A febbraio del 2008, inoltre, è uscita la compilation internazionale in CD sul didjeridoo dal titolo "Yidaki compilation Vol. 1" nella quale è stato inserito un nostro pezzo facente parte dell'album "0522.RE". Questa compilation comprende, oltre ai più virtuosi suonatori italiani di didjeridoo anche alcuni "mostri sacri" mondiali dello strumento aborigeno come Mark Atkins e Michael Jackson ambedue australiani. Si tratta di oltre 70 minuti di musica con i pezzi più rappresentativi del panorama mondiale del didjeridoo degli anni 2005/2008, e il fatto di aver avuto la possibilità di essere presente in questo importante progetto è motivo di grande soddisfazione personale.
A marzo 2008, è andato alle stampe il mio secondo CD realizzato ancora una volta in collaborazione con Simone Copellini. Iniziato nell'ottobre del 2007 è stato registrato tra gennaio e febbraio 2008 sempre in "SopratoniStudio" a Correggio. Il titolo del lavoro è "La Saga Reggiana Dell'Armonico Quinto". In stile "PoeticDidjiJazz", la "saga" è nata dalla sfida iniziale di musicare un mio testo scritto il 07.07.07 con la tecnica delle "frasi in tempesta". L'obiettivo era il riuscire a fondere una voce narrante, interpretata dalla attrice e regista correggese Antonella Panini, alle musicalità Jazz dell'ensamble didjeridoo, tromba e pianoforte. Si tratta di oltre 50 minuti di musica in 10 brani che hanno per titoli gli stessi dei 10 capitoli della saga e che scandiscono il lento divenire di questo fantastico racconto tutto ambientato in terra reggiana. Si può leggere dal booklet interno del CD: "Siamo all'interno di un mondo irreale, in una matrice sonora, in un cyberspazio circolare nel quale gli elementi auditivi e visivi interagiscono e si alimentano progressivamente, dove il tempo lo si vede arrivare raffigurato da una barra, da una linea verticale che scorrendo sul piano, contemporaneamente cancella e riimprime in matrice nuove linee orizzontali, nuovi armonici che in modo matematico, analizzando gli stati d'animo delle diverse fonti del suono, raffigurano visivamente tutte le vibrazioni dell'ambiente attraversato. Il fantastico compito di tutti noi sarebbe quello di riuscire a liberare il nostro personale Armonico Quinto, ad isolarlo dal caos sonoro in cui naturalmente è rinchiuso e a renderlo percepibile affinché possa idealmente volare fuori della matrice e "penetrando nelle carni, attraversando le menti", contaminare in positivo tutto il nostro ambiente reggiano circostante con le sue "magiche" vibrazioni".
Di questo nostro lavoro, è apparsa poi una positiva recensione nel marzo 2009 a firma Gianolio su di una tra le più importanti riviste del panorama Jazz italiano "Musica Jazz".
A novembre 2018, esce il volume (450 pagine): "Correggio Mon Amour". Storie di storie della musica rock, n una città della provincia emiliana, a cura di Colarossi, Levrini, Pergreffi e Fabrizio Tavernelli ed edito da Lucio Lombardo Radice. "Un libro polifonico, un’indagine a trecentosessanta gradi sui linguaggi giovanili, sulle radici e sulla musica a Correggio, dagli anni sessanta al 2008. In questo volume, ho avuto il piacere di essere presente anch’io, intervistato da Fabrizio Tavernelli; tre pagine nelle quali spiegavo la mia ricerca sui suoni e i miei lavori appena realizzati.
Sempre a novembre del 2008, organizzo e realizzo il mio primo corso di canto armonico per principianti nelle vesti di insegnante. La finalità prima di questo mio corso introduttivo era quella di fare nascere, e piano piano sviluppare, a tutti i partecipanti, una coscienza armonica di base che potesse essere poi da stimolo per altri e più specifici approfondimenti. Il filo conduttore di questo corso, erano le tre parole chiave su cui si basava l'intero percorso di perfezionamento. La prima era: "percezione"; ci si concentrava nel riconoscere e distinguere i suoni armonici puri. La seconda era: "produzione"; attraverso l'apprendimento di particolari tecniche esecutive, si iniziava a far uscire i primi suoni armonici. La terza era: "controllo"; ci si allenava nel cercare di modulare i suoni puri prodotti secondo una logica ben codificata che mirava a raggiungere risultati musicali esteticamente piacevoli.
Tra dicembre del 2008 e aprile 2009 diamo vita insieme a Copellini e a Francesco Savazza alle tastiere, al trio "ARCHETIPI". Suoniamo due live di cui il primo al ridotto del teatro Asioli di Correggio RE, nei quali proponiamo i migliori pezzi compresi all'interno del nostro cd "0522.RE". Suoniamo "jazz armonico"; un genere musicale che parte dalle sonorità omologate del Jazz ma che poi, piano piano sono contaminate, in modo non invasivo, dai miei suoni armonici strumentali e vocali.
A giugno del 2009, continuando la mia esperienza di contaminazione di musicalità Jazz, suono live insieme alla formazione "BLUE WAVE" che è solitamente composta da 7/8 elementi e che ha sempre rappresentato un punto di riferimento nel mondo Jazz a Reggio Emilia.
Tra luglio e ottobre 2009, realizzo quattro serate di un mio concerto live completamente da solo dal titolo "PARTITURE VISIVE IN DIVENIRE". Si tratta di una decina di pezzi per oltre un'ora e mezzo di musica circolare realizzata solo ed esclusivamente con i miei strumenti a fiato armonici e con la via voce difonica. Grazie poi ad un analizzatore di spettro proiettato in 4x3 metri, l'idea era quella di dipingere la musica che suonavo e che sarebbe diventata canovaccio per quella che doveva venire. "Finalmente la musica prende forma e si autoalimenta all'interno di un processo circolare, ipnotico e ripetitivo. La musica si fa immagine e diventa pittura……….Lampi di luce che guidano la musica che di lì a poco verrà". Dall'ultimo concerto, nella splendida ambientazione della piazzetta centrale dell'antico borgo della Casa Del Tibet a Votigno (RE), è stato poi realizzato un video-
Nel febbraio del 2010 inizio a registrare nel SopratoniStudio, i primi brani di quello che poi, alla fine dell'anno, doveva diventare il mio primo cd solo. Già a marzo del 2010, sempre per la regia di Massimo Gozzi, va in rete un primo pezzo del mio futuro cd come colonna sonora di un mio quarto videoclip dal titolo "Visual Massage Simbolismo 348". Tutta la musica è stata realizzata con suoni armonici strumentali e vocali, su di immagini in HD suggestive e malinconiche ma, al tempo stesso, piacevoli e rilassanti.
Ad Aprile 2010 partecipo con un mio pezzo dal titolo "SIMBOLISMI", ad un progetto dell'amico Stefano Benini, musicista di Verona, di un cd compilation dal titolo "DIDJERIDOO MADE IN ITALY" che raccoglie il meglio del panorama italiano sul didjeridoo.
A maggio del 2010, insieme allo scrittore, etnomusicologo e musicista Luciano Bosi, suono dal vivo all'Officina Delle Arti a RE durante la due giorni della seconda edizione di "PERCUSSIONE TEMPORANEA". Oltre trenta minuti di sonorità circolari armoniche e percussioni etniche, che ci avevano fatto scoprire proprio allora, delle grandi potenzialità delle nostre due differenti sonorità unite assieme e che poi in futuro si sarebbero consolidate in diversi e concreti progetti oltre che all’inizio di una stretta amicizia personale.
A dicembre del 2010 esce, come da programma, il mio terzo cd (il primo completamente da solo), dal titolo "SUONI PER FERMARE IL PENSARE". Sono quasi settanta minuti di musicalità armoniche, suddivise in 8 brani oltre a due brevi "intro" e "end". In questo mio lavoro esiste un filo che lega le prime musicalità elettroniche nate nel 1970, da cui io provengo e da cui ho attinto, e queste mie sonorità armoniche di giusto quarant'anni più avanti, su cui ora lavoro. "…..trovate le vostre singole vocali e le vostre giuste frequenze e poi cantate insieme a me la vostra unica nota…….così facendo troveremo, anche solo per un attimo, una preziosa pausa al nostro caotico pensare……..".
Durante il 2011 curo la realizzazione di alcuni concerti (prevalentemente musica jazz) al Soppalco di LICA; si tratta di un progetto stanziale (il maggio correggese) di eventi musicali brevi (non oltre ai 70 minuti) in un ambiente insolito e raccolto per non più di una trentina di spettatori, dove la filosofia alla base del progetto era l’incontro tra la musica tradizionale e i rumori di fondo industriali…….si perché si fa musica a tarda sera mentre la fabbrica lavora con il turno notturno: "……….quando la musica e i suoni in particolare, incontrano il mondo della produzione proprio nei luoghi dove, nello stesso momento, il lavoro vero, inizia a prendere forma…………i rumori industriali diventano nuova linfa per una musica live alla ricerca di spazi diversi………". (Progetto poi purtroppo definitivamente interrotto a causa degli eventi sismici del maggio 2012).
2012 – 2013
A marzo del 2012, ripropongo in un concerto live a Parma , insieme a Luciano Bosi, quelle particolari sonorità armoniche e percussive, già sperimentate a metà 2010.
In aprile del 2012, insieme all’amico Nazim e sulle sue liriche, contamino in tre concerti live (in particolare al Kalamita di Cavriago, e al CovoClub di Bo) le sue sonorità "elettroniche psichedeliche", con i miei suoni armonici vocali e strumentali.
Il 28 aprile del 2012, invitato dall’amico Gianni Placido, tengo un corso a Bologna dove insegno i primi passi per una introduzione alla pratica del canto armonico.
A maggio del 2012, in pieno terremoto, tengo un concerto al Soppalco in LICA, ancora con Luciano Bosi e grazie ai positivi feedback in termini di emozioni sonore, decido di proporre a Luciano la registrazione in SopratoniStudio, di particolari sue ambientazioni sonore percussive su cui poi impostare un mio corposo lavoro di contaminazione armonica vocale e anche strumentale; e tutto questo al fine della realizzazione di un mio quarto CD e nell’occasione del mio primo vinile a 33 giri. Registriamo tutte le liriche tra agosto e ottobre e finalmente a metà dicembre 2012 è alle stampe il "Tremori di Profumi….dalle terre lontane dai grandi spazi aperti" in CD e vinile.
"…….Correva l’anno 1986 quando attraversai a piedi l’Indre Troms, uno sperduto e disabitato territorio della Lapponia norvegese. Nel mezzo dei 12 giorni di cammino, costeggiai per più di un giorno e mi avvicinai senza però entrarvi, ad una area ancora più interna e selvaggia chiamata Havgavuobmi Omradet. Per tanto tempo (……e qualche volta ancora adesso), ho pensato a quella terra che avevo visto così da vicino, e mi sono spesso immaginato io, solo, nell’attraversarla, immerso nei suoi enormi spazi aperti, nel suo "vidda". L’anno dopo poi, nel 1987, con lo stesso stile, ho attraversato anche l’Islanda centrale da sud a nord, lungo la mitica pista del Kjolur. Mai ero riuscito a mettere perfettamente a fuoco le comuni emozioni che univano queste due mie esperienze. Forse solo ora, dopo un lungo lavoro sui dettagli, mi sono reso conto sempre di più in maniera precisa, che la chiave comune era una impercettibile emozione sollecitata da ripetute ed intermittenti variazioni di profumi. Veri e propri tremolii di profumi che apparivano e poi sparivano senza una logica definita, e, a volte, talmente intensi, da provocare fisicamente, in me, veri e propri "brividi positivi". Oggi, dopo tanti anni trascorsi, ho provato a mettere in musica queste mie particolari emozioni. Dettagli di emozioni, raccontati attraverso musiche create su dettagli di suoni, su di ogni singolo e ripetitivo suono armonico. Due sole liriche che hanno per titolo il nome di quelle terre lontane, due lunghe cavalcate per farmi rivivere momenti solamente miei e oramai perduti………".
Di questo nostro lavoro, è apparsa poi una positiva recensione nel luglio 2013 a firma Antonio Gentile su di una tra le più importanti riviste del panorama percussivo italiano "drumset mag".
A marzo del 2013, realizzo sempre insieme a Luciano Bosi il primo concerto live a Rosta Nuova RE, dell’intero disco "Tremori di Profumi", e per l’occasione "special guest" Momi alla voce araba narrante dal vivo.
Il 13 luglio 2013, nell’ambito della rassegna "musica ad alta quota", suono ancora con Luciano Bosi in un suggestivo tramonto musicale, al Rifugio Battisti ai piedi del monte Prado e del Cusna, immersi tra i silenzi del crinale del nostro appennino reggiano.
Tra luglio 2013 e dicembre 2013, insieme all’amico Nazim, partecipo a più di otto mini-
Da questa esperienza è nata piano piano l’idea di realizzare un nuovo progetto che si sarebbe in seguito concretizzato in un nuovo vinile 33 giri + cd. Nell’ottobre 2013, in SopratoniStudio registriamo i due pezzi portanti del disco (Meiktila loop e The Perfect Funeral Song, in versione armonica) oltre ad un Continuum ripetitivo: il nome del nuovo lavoro sarà "Venezia non esiste". Questo lavoro, in collaborazione con Nazim, rappresenta una tappa importante per il mio lavoro di ricerca musicale focalizzata sui singoli suoni. E’ il mio quinto disco che realizzo ma soprattutto è il mio primo disco che porto a termine senza usare un solo suono di Didjeridoo.
A dieci anni o poco più dalla mia personale scoperta dell’esistenza di un mondo musicale di nicchia fatto di soli suoni armonici, scoperta che si è concretizzata nei primi anni avvicinandomi al suono del Didje, ora piano piano sta maturando in me la consapevolezza che si può produrre sonorità armoniche adatte a contaminare le più diverse musicalità (elettroniche in questo caso) anche fuori della cerchia dei suoni prodotti con il solo didjeridoo.
A gennaio 2014 esce il disco (vinile + cd) "Venezia non esiste" e tra febbraio e marzo seguiranno vari concerti in duo, del lungo brano "Meiktila loop". Da segnalare, tra le altre, due positive recensioni sulle due autorevoli riviste di musica "Blow up" e "Rumore" e vari passaggi dei brani in tante radio come a Radio3 nella trasmissione "Battiti", e a "Radio Citta Aperta".
Durante tutto il 2014 assieme all’amico Nazim abbiamo portato in giro, con brevi concerti live, queste nostre particolari musicalità fatte di elettronica e ambientazioni armoniche, in numerosi e vari contesti che spaziavano da club, a teatri, a piccoli spazi intimi, come in grandi piazze all’aperto. Da segnalare due eventi tra aprile e maggio, uno al Kalamita di Cavriago e l’altro al Cubo Club di Bologna, entrambi in apertura al concerto di Edda Rampoldi ex leader dei "Ritmo Tribale" gruppo hard-
Poi, a luglio 2014, ancora una volta, ma in questa occasione con Nazim, suggestivo ed ipnotico concerto notturno al Rifugio Battisti tra il silenzio del crinale reggiano.
Parallelamente a questa intensa stagione di live con Nazim, prendo parte ad una rappresentazione teatrale dal titolo "viaggio tra le stagioni" organizzata dall’amico Graziano Brotto e che prendendo spunto dalla sua sofferta personale esperienza di vita, scolpita poi nel primo suo libro di poesie dallo stesso titolo, metteva insieme varie professionalità teatrali, letture, videoinstallazioni e momenti musicali vari nei quali le mie particolari sonorità aggiungevano valore all’intera rappresentazione. Di questo lavoro si sono organizzate oltre una decina di eventi tra vari teatri veneti tra cui Belluno, Vicenza ed Asiago. Tutti i proventi tra biglietti, libri e DVD, sono stati donati all’AIL di Vicenza per sostenere la ricerca contro le malattie oncoematologiche.
Il 21 dicembre 2014 presso la sede dell’ARS21 di Correggio, dopo altri vari concerti fatti durante tutto il 2014, ancora con Luciano Bosi, imponente concertone dal titolo "Solstizio d’Inverno" nel quale si riproponevano le sonorità del disco "Tremori di Profumi" e nel quale si era allestito un vero e proprio "museo di strumenti" tra i percussivi di Bosi e i miei fiati. Oltre due ore di concerto di suoni rarefatti e senza tempo, documentati in un video suddiviso in tre parti dell’amico, sempre presente, Massimo Gozzi.
Nel marzo del 2015, nell’ambito della iniziativa "architetture sociali nel mondo" promossa dal centro culturale "rosta nuova" di Reggio Emilia, sempre insieme a Luciano Bosi, abbiamo aperto la serata con i nostri "suoni armonici circolari e a percussione", serata dedicata alla presentazione del libro del vulcanico antropologo David Bellatalla dal titolo "Mongolia. nomadi, sciamani, suoni e sogni".
A maggio del 2015, partecipo ad alcune giornate di approfondimento sulle varie tecniche di canto armonico, organizzate dall’amico Andrea Ferroni, e tenute in veste di insegnante, dalla famosissima e virale sui social: Anna-
Tutto il 2015 si è caratterizzato ancora in vari live sempre con gli stessi amici Nazim, Bosi e Brotto, fino alla nascita dell’idea di realizzare una cosa nuova e particolare. Grazie alla esperienza teatrale in terra veneta, mi aveva colpito il timbro della voce dell’amico Paolo Bascetta come lettore dei testi delle poesie di Graziano. Portato di peso in "sopratonistudio" ho registrato una serie di poesie di Graziano, interpretate da Paolo e da qui l’idea di creare un sottofondo alla lettura, fatto solo di più "cluster" di mie vocali cantate. Risultato estetico come io volevo che fosse, sicuramente emotivamente impattante. Un nuovo modo di leggere un libro di poesie, ascoltando una voce penetrante supportata da armonie circolari di vocali. Dove la mente può concentrarsi in alternativa o sul testo della poesia o anche lasciarselo scorrere via spostando il focus solo sui timbri musicali circolari.
A gennaio 2016 esce il mio sesto lavoro, dal titolo: "Musiche Di Poesie" "sospese su grappoli di vocali cantate", 13 poesie intervallate da 12 brevissimi intermezzi musicali, volta per volta, di un singolo strumento particolare (6 suonati da me, 3 e altri 3 da Bosi e da Copellini).
Di questo lavoro, il 3 aprile 2016, nell’ambito di una rassegna musicale organizzata da ARS21 di Correggio, si è svolto un live a Prato di Correggio, riunendo sul palco oltre a me e Paolo anche Luciano Bosi e Simone Copellini.
In aprile del 2016, sempre ancora nell’ambito della iniziativa "architetture sociali nel mondo" promossa dal centro culturale "rosta nuova" di Reggio Emilia, sempre insieme a Luciano Bosi, abbiamo bissato l’evento dell’anno prima aprendo la serata con i nostri "suoni orientati ad oriente" serata sempre dedicata alla presentazione questa volta di un suo secondo volume del sempre coinvolgente antropologo David Bellatalla dal titolo "sull’’altopiano dell’Io sottile, diario inedito della spedizione scientifica italiana nel Tibet occidentale del 1933 del capitano Eugenio Ghersi", edito da Montura. Ne è uscito un concerto veramente intimo aiutati anche da un foltissimo pubblico totalmente coinvolto in un attento ascolto. Non manca certamente il video dell’intero concerto.
Nel maggio 2016, sono invitato a suonare insieme a Fabrizio Tavernelli e la sua Band, al Loft350 di Modena; occasione per contaminare con i miei suoni armonici, alcuni brani del suo disco "Fantacoscienza", allora appena uscito e al quale, anche io, avevo collaborato in diversi pezzi, con piccoli attimi armonici di sottofondo.
Tra giugno e luglio 2016, conosco meglio, musicalmente parlando, Gabriele Mammi e Francesco Zacchi. Gabriele suona l’Arpa Celtica e Francesco il Pianoforte. Registro in sopratonistudio a Correggio, in due sezioni separate, varie loro musicalità, per poi, lavorarci da solo io con appoggi di mie vocali cantate.
Dopo un fine 2016 e inizio 2017 di relativa riflessione, alto suggestivo concerto con Bosi nel giugno 2017, nella sempre splendida cornice della Casa del Tibet a Votigno in una iniziativa "notte bianca" organizzata dal Moon di Reggio Emilia. Questa riuscitissima serata, che si sviluppava con un lungo elenco di eventi, ha visto la partecipazione di una folla immensa di più di 2.000 persone.
A maggio del 2017, sempre grazie alla organizzazione di Anrea Ferroni, partecipo ad alcune giornate di approfondimento sul canto, una delle quali con insegnante la tuvana e mitica: Sainkho Namtchylak.
A dicembre 2017 ho partecipato ad un progetto organizzato da Silvia Perucchetti e da Simone Copellini dal titolo "Stylus Phantasticus". L’idea era quella di unire componimenti corali strutturati (Silvia dirige il Coro di canto antico e gregoriano della Cappella Musicale San Francesco da Paola di Reggio Emilia), con improvvisazioni di flicorno e tromba (Simone) e in alcuni pezzi anche con l’inserimento di particolari timbri dei miei vari didjeridoo. Il 3 e l’8 dicembre 2017, nell’ambito della famosa rassegna "Soli Deo Gloria", abbiamo tenuto due eventi; uno nella chiesa di S. Maria Assunta di Sesso (RE), e il secondo nella chiesa Collegiata di S. Stefano a Novellare (RE).
2018
"Stylus Phantasticus", è stato talmente apprezzato da essere reinserito anche l’anno successivo, nell’ottobre del 2018, sempre nell’ambito della manifestazione "Soli Deo Gloria", nella chiesa di S. Giorgio a Reggio Emilia.
L’11 novembre del 2018, dopo varie prove in Sopratonistudio a Correggio, insieme a Simone Copellini, abbiamo riattivato il duo "Arketipi" e abbiamo organizzato un concerto (tenutosi in sala civica in Rocca a Novellare RE) della durato di oltre un ora, portando ben 10 pezzi inediti e strutturati, inserendo tutte le musicalità proprie di ognuno di noi due, e con piacere anche di tanto canto armonico.
A fine novembre 2018 ho dato alle stampe il mio settimo lavoro, esclusivamente in vinile, che si compone di due brani di oltre 15 minuti, risultato delle mie varie elaborazioni musicali sulle due cavalcate di arpa e di pianoforte, registrate ben due anni prima, assieme agli amici Gabriele Mammi e Francesco Zacchi (che, tra l’altro, ha anche curato la grafica del vinile). Questo lavoro ha per titolo "Nothing to tell", quindi già il titolo basta e avanza a discapito di ogni ulteriore commento; tassativamente da ascoltare ad occhi chiusi.
Parallelamente alle tappe musicali, durante tutto l’anno 2018, ho portato a compimento un progetto (semiserio), la cui gestazione era durata solo pochissimi giorni; e tutto ciò, nato quasi per gioco, autoironico. E’ il progetto "MOP" (Moments Of Pat), parodia dei cinematografici e famosi messaggi radio di John Connor, che terminavano con la ripetitiva frase: "Se mi state ascoltando……siete la resistenza". Quindi, dalla prima settimana del 2018 e per 52 settimane di fila, uno per settimana, mandavo in rete sui social, 100 secondi di continue, lente e sofferte informative ai "resistenti" in ascolto. Questi "messaggi radio" sono terminati a fine dicembre e si sono poi concretizzati in un volume, stampato in tipografia, che li raccoglieva tutti, dando un senso all’intera storia durata un anno intero.
E’ una storia di resistenza, ambientata in un lontano mondo di fantasia, parallelo al nostro reale. Sono comunicati seriali che ci insegnano nel quotidiano come poter resistere alla lenta diffusione di "INTELLIGENZA". "Momenti di Pat" nei quali la storia è presa a pretesto per parlare dei suoni armonici e della loro grande potenza che riescono ad esprimere, portandoci ad una completa nostra liberazione, una personale vittoria per ogni singolo individuo. Attraverso una semplice sequenza di multipli (armonici), "8 7 6 5 – 6 5 – 6 7 8 9", supportata da vari bordoni di vocali fisse, si è arrivati alla vittoria finale. Comunque un grande sforzo da parte mia di autoironia durato un anno intero.
2019
Ad aprile 2019, si è concretizzato il progetto, insieme all’amico Luciano Bosi, di legare la mia voce armonica alle sonorità degli strumenti in pietra da lui realizzati. Si tratta di oggetti sonori prevalentemente realizzati in marmo: "I Litophoni di Bosi". Veri e propri strumenti musicali, nati da suoi progetti e realizzati a Carrara direttamente e costantemente sotto la propria supervisione, attraverso la scelta del marmo adatto al suono e dei particolari tagli nella lavorazione.
A giugno 2019, ha avuto il piacere di essere invitato a partecipare ad un importante evento/concerto che si è tenuto a Reggio Emilia, presso la splendida location dei Chiostri di S. Pietro, ed organizzato da "Soli Deo Gloria", dal titolo: " Alif Aleph Alpha, cantiamo e suoniamo insieme". Al concerto si sono suonate musiche delle tradizioni europee, mediorientali ed ebraiche, e ha visto la partecipazione di numerosi musicisti provenienti da varie parti del mondo, tra cui lo statunitense, clarinetto basso, Todd Marcus. Io ho avuto occasione di duettare e contaminare con il didjeridoo e alcuni flauti armonici slovacchi, su quasi tutti i pezzi proposti dai diversi artisti nella serata.
A luglio 2019, spinto dalla voglia di valorizzare le nuove musicalità espresse nell’ultimo vinile "Nothing to Tell", ho cominciato a pensare di organizzare per la fine del 2019, un evento a teatro di danza contemporanea, che potesse realizzarsi utilizzando come musiche non solo i due pezzi di Arpa e Piano dell’ultimo vinile, ma anche altre mie musiche, tassativamente armoniche, dei progetti precedenti.
Ho coinvolto Elisa Davoli, allora coreografa della compagnia di danza contemporanea "EIDOS" di Reggio Emilia, nella quale, tra le altre ballerine, lavorava anche mia figlia, Cecilia, e le ho proposto di mettere in scena 6 diverse coreografie impostate sulle sole mie musicalità armoniche e che prendessero vita da 6 particolari poesie scritte e pubblicate dal mio amico e poeta: Graziano Brotto.
Ne è uscito un progetto dal titolo: "Utopie & Ritorni", dove personalmente ho curato la ideazione, la regia e utilizzando solamente le musiche da me realizzate.
"Con la danza e la poesia, si narra di sei storie di "viaggi & ritorni" in non-
A metà settembre 2019, sono cominciate le prime prove della Compagnia e sono durate ben tre mesi, per poi debuttare con la Prima, il 14 dicembre 2019 nella splendida cornice del Teatro Asioli di Correggio. Durante questo periodo, ho curato personalmente la progressione dei lavori e ho aiutato la coreografa Davoli, a fare muovere i corpi delle sue ballerine, non più attraverso musicalità in gran parte impostate su ritmi e battute, ma solo su singoli suoni lunghi, sospesi a mezzaria e appoggiati sul nulla.
Inoltre, già da agosto avevo contattato un videomaker professionale, con l’intento di arrivare alla serata della Prima a teatro, documentando, con riprese video, tutti gli avanzamenti lavori della Compagnia già nella realizzazione e definizione delle sei coreografie. Questo lavoro di documentazione video, è andato talmente oltre alle mie prime aspettative (forse grazie anche alla professionalità e bravura del mio videomaker Luca Moretti), che mi ha fatto pensare alla possibilità di documentare anche "altro", coinvolgendo così un gran numero di amici con cui avevo collaborato musicalmente negli anni precedenti.
Il 14 dicembre 2019, al Teatro Asioli di Correggio, si è tenuta la Prima del mio progetto "Utopie & Ritorni", con due rappresentazioni di 75/80 minuti, la prima alle ore 18:00, e la seconda alle ore 21:00. Serata solo su invito, a cui hanno partecipato oltre 600 spettatori, anche per il motivo che, con questo evento teatrale di danza contemporanea, volevo contemporaneamente anche festeggiare i primi 60 anni di attività della azienda di imballaggi in cartone ondulato fondata da mio padre, e dove ancora attualmente lavoro.
Dello spettacolo "Utopie & Ritorni", si è anche poi tenuta una seconda rappresentazione, sabato 8 febbraio 2020, presso la "Room Teatro" di Reggio Emilia, nell’ambito della rassegna di danza "Tersicorea 2020", proprio pochi giorni prima dell’inizio della pandemia, iniziata alla fine di febbraio 2020, e del relativo stop di tutte le attività culturali.
Nei 3/4 mesi di isolamento causa Covid19, è maturata in me l’idea di sequenziare tutte le riprese video fatte nei cinque mesi precedenti e di raccoglierle, selezionate ed organizzate, in un lavoro video che, sempre più, prendeva consistenza di vero e proprio film, che documentasse, volutamente non in maniera didattica, il mondo che poteva girare attorno ai suoni armonici.
IL MIO QUINTO ARMONICO, è stata subito la prima idea di titolo di questo progetto che ci si prestava a costruire. E’ iniziato un lavoro di selezione e di creazione di un canovaccio narrativo che potesse dare una idea più compiuta anche ai più minimi dettagli che girano attorno a questo particolare modo di dare vita a nuove musicalità.
Parallelamente a questo lavoro di montaggio del film, ad Aprile 2020, è anche finalmente uscito il bellissimo lavoro musicale, realizzato dall’amico Gianni Placido, dal titolo "Eleusi", che consisteva in un pregiato vinile di colore rosso, assieme al cd. Si tratta di 8 brani (4 per lato), per una durata di circa 40 minuti. Gianni Placido, con la sua band ABOrigine, ha realizzato un album di rock progressivo e psichedelico, sostituendo il basso e la chitarra, con il didjeridoo, e dove batteria e synth sono altri strumenti portanti. Sono molto felice di aver contribuito a questo progetto, suonando in alcuni pezzi momenti con il flauto Koncovka e, sul pezzo che dà il titolo all’album, inserendo come bordone la mia voce armonica.
A settembre 2020, finalmente dopo un lungo lavoro di montaggio, ho terminato il mio film "Il Mio Quinto Armonico". Ne è uscito un lavoro in due tempi di 65 minuti ciascuno, ideato per essere proiettato in sale cinematografiche. Ne ho comunque anche realizzato una mini-
La Prima del mio film "Il Mio Quinto Armonico", si è tenuta al Cine+ di Correggio (in due sale in contemporanea causa distanziamento Covid19), il 24 ottobre 2020, per un scelto pubblico di circa 200 spettatori, e solo pochi giorni prima della nuova chiusura dei cinema e dei teatri, causa la seconda ondata Civid19 che è poi proseguita per tutto l’inverno.
Tra novembre e fine dicembre 2020, assieme a Lucino Bosi, quasi per gioco, prendiamo in considerazione l’idea di musicare il viaggio "lungo la via della seta", documentato nel bellissimo volume uscito agli inizi del 2020 di Bellatalla e Rosati, edito da Montura dal titolo "Il Grande Viaggio". Così, piano piano, abbiamo narrato musicalmente un nostro percorso virtuale sulle orme di quello reale di David Bellatalla che lui aveva compiuto (assieme al suo videomaker) tra il 1992 e 1994 tra le terre d’Oriente.
Ne è uscito un lavoro grandioso di ricerca, di scelta degli strumenti e di creazione di melodie armoniche che fossero rispettose della narrazione complessiva legata ai luoghi geografici attraversati. Quindici tracce per un totale di 72 minuti di musiche orientate ad oriente, e realizzate con più di 110 diversi strumenti, tra i percussivi di Luciano e i miei aerofoni e voce, oltre a ben 18 pietre realizzate personalmente da Luciano.
Questo lavoro dal titolo: "In Ascolto Nomade", sarà poi impreziosito da alcuni passaggi vocali di canto (vedico ed ebraico in particolare), della bravissima Elisa Cattani, compagna di vita di Luciano. Il progetto si era così musicalmente concluso, ma ancora non sapevamo cosa ne volessimo concretamente fare di questo nuovo CD.
Ad aprile del 2021, abbiamo, io e Luciano, ricevuto la bellissima notizia che questo nostro nuovo lavoro in CD, grazie anche al via di tale progetto direttamente dalla Mongolia, da parte di David Bellatalla (che aveva avuto occasione di ascoltare il nostro lavoro in anteprima), sarebbe entrato nel circuito culturale della Montura spa (importantissima azienda trentina di abbigliamento sportivo e outdoor) attraverso la "MONTURA EDIZIONI".
L’idea iniziale era la stampa del CD fisico per poter essere poi abbinato al libro "Il Grande Viaggio" di Bellatalla e Rosati, in occasione di una sua futura ristampa in lingua inglese dedicata al mercato asiatico, giapponese in particolare. Ma poi, grazie al grande lavoro narrativo a spiegazione delle musicalità suonate, fatto da Luciano e a nuove bellissime foto del Rosati, lo staff di Montura, ha poi deciso di editare un vero e proprio volume di 92 pagine, indipendente al libro originario (anche se riporta in copertina, la stessa sua foto), che comprendesse anche il CD. Titolo completo e finale del libro: "IN ASCOLTO NOMADE, viaggio sonoro tra le culture dell’Asia". Pertanto, un vero e proprio libro aggiuntivo che completa e porta valore aggiunto anche al libro originario.
Come già era stato per il libro "Il Grande Viaggio", anche "IN ASCOLTO NOMADE", per nostra volontà, si è deciso sostenesse il progetto di solidarietà internazionale "Una Ger per tutti". Progetto promosso ad Ulan Bator (capitale della Mongolia) da David Bellatalla in collaborazione, tra gli altri, anche con Montura, e che offre un aiuto concreto a ragazze madri con figli disabili, assicurando ospitalità, assistenza, avvio e sostegno all’autonomia familiare e professionale. Tutti i proventi del libro/CD e delle donazioni raccolte in occasione dei convegni di presentazione delle opere e dei concerti, sono stati poi interamente devoluti a questa causa.
Finalmente, poi, a settembre, esce il nostro volume con inserito all’interno il CD ed è, da subito, distribuito per la vendita, in tutti gli "store" della catena MONTURA. Tra ottobre e novembre, in occasione del ritorno in Italia dell’amico Bellatalla (David insegna e vive a Ulan Bator), organizziamo insieme, varie serate/eventi di presentazione di questi due volumi (a Carpi, Modena, Reggio Emilia), nelle quali oltre ad ascoltare dalle sue parole i racconti dei suoi viaggi, io e Luciano, abbiamo dal vivo suonato alcuni brani del CD inserito nel nostro volume. Per poi terminare con un ultimo evento (in casa Montura), tenutosi a Rovereto in novembre nelle sale del museo di arte contemporanea MART.
Sempre nello stesso periodo, prendendo lo spunto dagli ambienti sonori da noi realizzati nel musicare il nostro viaggio virtuale "sulla via della seta", assieme ai grandi e fondamentali contributi sia di Elisa Cattani ai canti e alle varie letture, e sia del pittore, scultore ed illustratore Michele Ferri ( www.micheleferri.net ), abbiamo allestito un nostro primo, autonomo vero e proprio spettacolo visivo e sonoro nello stesso tempo, dal titolo " TRACCE D’ORIENTE suoni e visioni erranti". Questo evento si è svolto in due serate diverse negli spazi del "laboratorio creativo SD FACTORY" (ex Officina delle Arti) di Reggio Emilia.
Si trattava di più di una ora di immersione tra canti, letture, suoni e pitture, queste in particolare, eseguite dal vivo utilizzando diverse tecniche immediatamente poi proiettate a schermo intero creando, fondendosi alle musiche, suggestive ed inusuali scenografie. Attraverso lo scorrere dei soli 6 brani (1.Hic Sunt Leones, 2.steppe e deserti, 3.il grande dragone, 4.la madre gange, 5.geometrie islamiche e 6.il ritorno), lo spettatore è come fosse trasportato in un viaggio all’interno di mondi lontani e ai più non conosciuti.
Il 13 novembre, in occasione dell’anniversario del 40esimo anno di attività di ARS21, storica associazione correggese di danza, teatro e cultura in genere, partecipo assieme a tanti altri artisti, al "Gran Galà degli Artisti", tenutosi presso il Teatro B. Asioli di Correggio. In questa occasione, insieme a mia figlia Cecilia, ripropongo live lo stesso pezzo (suono + danza) già eseguito nella medesima location in "UTOPIE & RITORNI" a fine 2019.
2022
Tra gennaio e febbraio del 2022, abbiamo, io e Luciano, iniziato le registrazioni di un nuovo nostro lavoro musicale, che prendendo lo spunto dalle musicalità già sperimentate in "Ascolto Nomade", ne sapesse diluire, rallentare e ripetere alcuni momenti particolari del precedente lavoro per permettere all’ascoltatore di immergersi più profondamente nel suono stesso e cercare di cogliere momenti più meditativi di questi suoni.
Ne è uscito a fine febbraio, un doppio CD, realizzato con 4 tracce di 15 minuti ciascuna, per singolo CD. Tutte le musiche di questo lavoro, in particolare, sono state ideate e realizzate in appoggio e potenziamento del particolare percorso dal titolo "AlleaTi con te e rinasci" di Francesca Romana Torlai, coach ed operatrice shiatzu, con studio a Reggio Emilia (www.shiatzureggioemilia.it).
"Ripetere l’uguale, che uguale non è mai, procedere in dimensione minimalista e di dilatata reiterazione, ci consente di abitare un presente esteso. Un presente attivo, un essere qui ora, in connessione con le culture del mondo. E’ un tributo alla dimensione transculturale dei suoni e dei silenzi organizzati. La ciclicità ritmica ed ostinata degli eventi naturali e culturali, è riconosciuta da tempo da tutte le popolazioni della terra. Seguendo lo stesso principio, la nostra attenzione non è tanto rivolta alla durata o alla ripetizione del suono, quanto piuttosto alla permanenza dell’esistenza stessa del suono in termini di eternità."
In contemporanea all’uscita del doppio CD, decido di far partecipare il mio film "Il Mio Quinto Armonico", nella versione in inglese, a vari festival docu/cinematografici in giro per il mondo e nell’aprile 2022 giungono i primi riconoscimenti a questo mio lavoro. Come miglior documentario o come migliore colonna sonora, in "Paris Film Awards", in "New York Movie Awards" e in "Milan Gold Awards".
Tra ottobre e novembre, in occasione ad altre presentazioni del nuovo libro di Bellatalla "Alle Origini della Guarigione: sciamanesimo e neuroteologia", partecipo sempre insieme a Luciano Bosi ed a Elisa Cattani, a due bellissimi eventi. Il primo a teatro a Belluno in occasione della manifestazione "Oltre le Vette 2022", e il secondo ancora al MART di Rovereto. Anche in queste due occasioni abbiamo accompagnato la narrazione di Bellatalla del suo nuovo volume con oltre 40 minuti di nostre musicalità percussive ed armoniche circolari.
2023 – 2024
Il 24 gennaio e successivamente anche il 4 febbraio 2023, partecipo assieme all’amica Antonella Panini (direttrice dell’Ars21 di Correggio), a due eventi da lei ideati ed organizzati da "Campogrande Concept" (un grande grazie a Daniela Campogrande Scognamillo) , che si sono svolti nella splendida cornice del Palazzo Poggi Marsili, all’interno delle sale del Museo La Quadreria, in pieno centro a Bologna. Si trattava del progetto "Urla sospese", sviluppato da Antonella, nel quale lei stessa ha potuto presentare ed esporre ai visitatori (oltre 1.000 presenze in soli due mesi) alcune delle sue ultime sculture in argilla "urlanti" che sembravano dialogare con le preziose opere pittoriche patrimonio inestimabile del museo bolognese. Alla fine delle tantissime visite guidate alle sue opere, i partecipanti erano invitati a rilasciare, uno alla volta, un loro proprio "grido liberatorio". Queste singole grida sono state da me registrate in diretta e successivamente, sempre da me, mixate tra tutti i partecipanti al fine di realizzare un "drone di grida" che poi è stato usato in occasione del secondo evento tenutosi sempre presso La Quadreria all’interno degli altri eventi organizzati della "notte bianca 2023" di Bologna. Titolo di questo secondo evento: "Concerto per urla, canto armonico, didjeridoo e poesie", sempre a cura di Antonella Panini.
Il 16 novembre 2023, insieme a Luciano Bosi, inauguriamo un vero e proprio percorso espositivo dal titolo "Il suono delle Pietre. I litophoni di Luciano Bosi", allestito fino ai primi giorni del 2024, nelle stupende sale del Museo Geologico della Vena del Gesso Romagnola del Palazzo Baronale di Tossignano, Imola. Durante l’inaugurazione una nostra speciale performance live. "Una esperienza che fluttua tra l’essenza di un concerto, di un rito, ma anche di un racconto, di una conferenza sulle storie dei litofoni ed il rapporto tra l’uomo e la pietra. Dunque, una ricerca sul suono, quale ancestrale porta di accesso ed espressione di credenze antiche, nella sua valenza di suono della pietra, così come inteso all’interno delle culture più arcaiche".
Nel febbraio del 2024, insieme al vecchio amico Simone Copellini, facciamo uscire in rete un nostro nuovo pezzo musicale di oltre 9 minuti dal titolo "Interferenze". Si tratta di musicalità in ambiente contemporaneo "noir", dove la sua splendida tromba è accompagnata dalla mia Koncovka e dal mio canto armonico.
Nel maggio del 2024 finalmente ho l’occasione per poter inserire in rete alla visione libera di chi desidera, l’intero progetto del film "Il Mio Quinto Armonico". Grazie al supporto dell’amico di sempre Andrea Ferroni, che mi ha messo a disposizione i suoi canali di conoscenze di questo particolare genere di musicalità, decidiamo insieme di mettere in rete non il mio film originale nella sua versione finale (di 2 ore), ma la prima versione estesa (di quasi 3 ore). Questa versione estesa era stata da me, già a suo tempo (tra il 2021 e il 2022), "spacchettata" ed inserita in un progetto di mini-
"troverete interazioni e interferenze tra musica e danza, o tra strumenti musicali differenti anche rari ed inconsueti, con le opinioni e i contributi di professionisti della danza, musicisti ed etnomusicologi, corredati da immagini e fotografie assolutamente degni di nota".
Il 25 luglio 2024, partecipiamo come "In Ascolto Nomade", alla manifestazione "L’uomo che cammina", "Non festival di sacro e natura", che era giunta alla sua VII edizione e tenutasi tra i paesi di Castelnovo né Monti, Vetto e Villa Minozzo nel reggiano. In particolare il nostro concerto si è svolto (con direzione artistica del Teatro Bismantova) presso la chiesa della Pieve di Campiliola a Castelnovo né Monti. In questa occasione, "In Ascolto Nomade" era composto da me, da Elisa Cattani (canto e narrazione), da Luciano Bosi (percussioni), da Michele Ferri (grafica live, pitture e violino) ed in aggiunta, new entry, Pier Paolo Del Carlo (Pablo), al contrabbasso, sitar e tampura. Un’ora di spettacolo tra suoni, disegni in movimento e testi, sempre orientati ad oriente.
A dicembre 2024, sono invitato dalla poetessa romana Marina Petrillo, presso la Casa dell’Architettura, in sala centrale della splendida cornice dell’edificio dell’Ex Acquario Romano, nel pieno centro di Roma, in occasione della presentazione del libro del poeta, anch’esso romano, prematuramente scomparso, Gabriele Galloni, dal titolo "Luna di carne". Le mie musiche circolari ed armoniche da supporto alle letture sceniche di alcuni dei suoi scritti, interpretati da Marta Scelli, Pino Quartullo e dalla stessa Marina Petrillo.
Il mio personale pensiero è sintetizzato in un semplice concetto: "suonare strumenti armonici e cantare gli overtones vocali, deve essere ancora considerato in assoluto, un esercizio di puro piacere".